Sposarsi in Comune: le pratiche da sbrigare

Avete deciso di fare il grande passo e siete finalmente pronti a sposarvi? Benissimo, allora bisogna subito partire con i preparativi della cerimonia! Non tutti però sognano un fastoso matrimonio in chiesa con trecento invitati e fiori dappertutto.

C’è chi infatti opta per la sobrietà del rito civile. I motivi sono tanti, da quelli religiosi ad altri semplicemente economici. Il procedimento da seguire per sposarsi in Comune però è uno solo, semplice ma fatto di regole precise.

Con questo articolo vogliamo proprio descrivere tale procedimento, per un matrimonio che possa filare liscio come l’olio. Vediamo allora cosa bisogna fare.

Sposarsi in ComuneCi vogliono per prima cosa un po’ di preavviso e almeno due mesi di preparativi: in fondo per una cosa fatta bene ci vuole sempre del tempo. Per il resto, la procedura, regolata dalla Legge Bassanini, è abbastanza semplice.

È infatti il Comune stesso a recuperare e preparare tutti i documenti necessari. Ma andiamo con ordine. Ci si deve innanzitutto recare presso l’ufficio di Stato Civile del Comune di residenza, per poter richiedere i documenti per la promessa di matrimonio e per fare la richiesta delle pubblicazioni.

I costi? Bassissimi: basta una marca da bollo dell’importo di 16 euro (raddoppiata se si fa richiesta ad un Comune diverso da quello di residenza). A questo punto bisogna aspettare la comunicazione dell’ufficio che contatterà i futuri sposi per poter fissare la data del giuramento.

La fase successiva è quella del consenso, per il quale occorre la presenza di un testimone e di un genitore muniti di valido documento di identità.

Dopo il consenso, per completare tutta la documentazione necessaria, dovranno essere fornite le seguenti informazioni: il nome e il cognome degli sposi, la data e il luogo di nascita, la cittadinanza, la residenza, la libertà di stato di ciascuno degli sposi, se esiste qualche impedimento di parentela, di affinità o di adozione tra di essi, se hanno già contratto un altro matrimonio, se sono stati dichiarati interdetti per motivi di salute o legali (si spera di no!).

Ora non serve altro che aspettare il “nulla osta” del Comune, per il quale si devono aspettare di solito 2 mesi. Una volta ottenuto il nulla osta, gli sposi avranno 180 giorni di tempo per fissare la data. Superata tale scadenza l’iter ricomincia da capo e bisogna rifare tutta la procedura.

Con il nulla osta la documentazione sarà però finalmente completa e si potrà passare alle pubblicazioni, esposte nel Comune di residenza (e sul sito web dello stesso) per 8 giorni.

Nelle pubblicazioni saranno indicati i nomi dei due sposi, la data e l’ora esatta delle nozze. In questi 8 giorni, chi vorrà, potrà presentare opposizione al matrimonio (anche in questo caso si spera di no!).

Infine non bisogna far altro che aspettare il giorno del lieto evento. La celebrazione avverrà nella Casa Comunale, in una sala aperta al pubblico, nel Comune in cui è stata fatta la richiesta di pubblicazioni.

Solo in casi eccezionali e facendo un’ulteriore precisa richiesta, è possibile celebrare il matrimonio fuori dalla Casa Comunale, in siti autorizzati dal Comune (una spiaggia, un parco, all’interno di qualche palazzo storico, ecc.).

Celebrerà il matrimonio un ufficiale di Stato Civile o un soggetto autorizzato (di solito un amico della coppia). Il prescelto darà lettura degli articoli 143 (Diritti e doveri reciproci dei coniugi), 144 (Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia) e 147 (Dovere verso i figli) del Codice Civile, riceverà le affermazioni degli sposi di volersi prendere in marito e moglie, li dichiarerà uniti in matrimonio e compilerà l’atto di matrimonio. Il tutto alla presenza di due testimoni.

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