Disoccupazione ordinaria: come chiederla

L’indennità di disoccupazione è una delle prestazioni a sostegno del reddito erogate dell’Inps e concessa a quei lavoratori che a causa di un licenziamento perdono la propria posizione economica.

Tale indennità ha assunto nel 2012 il nome di ASpI (Assicurazione Sociale per l’Impiego) e ha come scopo principale quello di garantire al lavoratore che perde l’occupazione un trattamento economico sostitutivo dello stipendio, che riduca gli effetti negativi della disoccupazione e contemporaneamente assicuri al lavoratore la copertura contributiva necessaria per il raggiungimento del requisito pensionistico. Ma andiamo più nel dettaglio.

La disoccupazione ordinaria ASpI viene erogata quando il lavoratore si ritrova senza impiego a causa di un licenziamento, di una sospensione per mancanza di lavoro o per la scadenza del contratto.

Si tratta in ogni caso di una cessazione del rapporto di lavoro involontaria da parte del lavoratore stesso.

È questo infatti il requisito principale per fare richiesta dell’indennità. In base poi al settore lavorativo e ai requisiti soddisfatti, possiamo distinguere ASpI e Mini ASpI, oltre alla NASPI 2016 e all’assegno ASDI.

Disoccupazione ordinariaI requisiti che un lavoratore deve possedere per ottenere l’indennità di disoccupazione ordinaria ASpI sono: almeno 2 anni di contributi versati per l’assicurazione ASpI; almeno 52 settimane di contributi versati nell’anno precedente alla disoccupazione.

Ma arriviamo al cuore di questo articolo e vediamo come fare apposita domanda per richiedere la disoccupazione ordinaria.

Per ottenere l’indennità di disoccupazione erogata direttamente dall’Inps al lavoratore licenziato, si deve presentare apposita domanda alla sede Inps esclusivamente attraverso uno dei seguenti canali: il servizio telematico accessibile direttamente dal cittadino tramite PIN sul portale dell’Istituto; il Contact Center multicanale contattabile al numero telefonico 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico; i Patronati o intermediari dell’Istituto che si occuperanno di tutte le operazione in Rete al posto del cittadino.

La domanda di disoccupazione deve essere effettuata mediante il Modulo DS21 “ASpI domanda disoccupazione Inps” scaricabile in formato pdf sul sito ufficiale dell’INPS o presso il Caf.

Vanno inoltre allegati: dichiarazione resa dall’ultimo datore di lavoro sul modulo DS22 (per i lavoratori domestici DS22LD) che indica i periodi di lavoro e le relative retribuzioni; dichiarazione per le detrazioni d’imposta richieste; dichiarazione di responsabilità di essere disoccupato e di aver provveduto a presentarsi presso il Centro per l’impiego per l’immediata disponibilità all’attività lavorativa.

Prima di presentare il modello DS21 è indispensabile recarsi al Centro per l’Impiego per sottoscrivere la dichiarazione di immediata disponibilità all’attività lavorativa.

Quest’ultima (DID) è fondamentale e non può essere rilasciata da lavoratori che hanno un reddito da lavoro con esclusione dell’imposizione fiscale prevista per l’anno in corso, superiore a 8.000 euro per lavoro subordinato e parasubordinato e 4.800 se lavoro autonomo.

Possono invece rilasciare la DID, i lavoratori impegnati in tirocini, borse lavoro, attività socialmente utili o contratti di lavoro occasionale di tipo accessorio.

La domanda di disoccupazione ordinaria deve essere inviata per via telematica entro l’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro.

L’indennità avrà durata variabile a seconda dell’età del lavoratore e del periodo, ossia se l’ASpI viene richiesta nel periodo transitorio o effettivo.

Il pagamento dell’indennità di disoccupazione termina in caso di perdita dello stato di disoccupazione, di nuovo contratto di lavoro subordinato superiore a 6 mesi, di inizio lavoro autonomo senza comunicazione all’INPS, del raggiungimento dei requisiti pensione di vecchiaia o anticipata, del rifiuto non giustificato a partecipare ad un corso di formazione o della mancata accettazione di un’offerta di lavoro il cui livello retributivo sia superiore almeno del 20% dell’importo lordo dell’indennità.

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