Copyright digitale

‘Copyright’ è un termine inglese che significa ‘diritto d’autore’, e sta ad indicare in parte la ‘proprietà intellettuale’ dell’autore di un’opera sull’opera stessa.

Il copyright esiste fin dalla creazione dell’opera, purché inedita, e nasce con lo scopo di tutelare l’opera di ingegno dalle copiature e dai plagi.

Il termine ‘copyright’ può poi assumere anche delle denominazioni specifiche, come ‘marchio’ ‘brevetto’ e via dicendo.

Ma la disciplina sostanziale rimane la medesima, e cioè la necessità di far sì che l’opera venga attribuita all’autore nella sua totalità, purché sia inedita.

Copyright digitaleIl legame fra opera e autore è immediato al momento della creazione dell’opera stessa, senza bisogno di nessuna formalità. Tuttavia è bene depositare l’opera per evitare future contestazioni: questo deposito viene chiamato ‘prova di anteriorità’ e certifica che quell’opera sia stata creata, in una certa data, da un certo soggetto (autore).

Grazie poi al deposito dell’opera viene a crearsi un legame non contestabile fra l’autore e l’opera stessa.

Dopo questa breve introduzione sulla nozione e sullo scopo del copyright, val la pena addentrarsi in un campo molto più scivoloso e incerto: quello del copyright digitale.

Scivoloso e incerto perché da qualche decennio viviamo nell’epoca di internet e della tecnologia, dove la diffusione di documenti e opere è estremamente veloce, potremmo dire immediata, e tutelare effettivamente la paternità dell’opera stessa può rivelarsi complicato dal punto di vista giuridico.

Il tema del diritto d’autore è, quindi, un tema estremamente scottante oggi come oggi, nell’epoca del digitale.

Ciò nonostante è bene chiarire che, anche se la normativa sul copyright digitale è in continua evoluzione anche per mezzo della giurisprudenza, rimane sempre necessario sancire quel legame indissolubile fra l’autore e la sua opera.

La tutela del diritto d’autore su Internet

Per capire come oggi in Italia venga tutelato il diritto d’autore digitale, è bene partire dalla legge.

L’articolo 2575 del Codice Civile ci informa sul fatto che ogni opera d’ingegno di carattere creativo, sia essa di musica, letteratura, scienza, architettura, teatro, di cinema e via dicendo, forma oggetto di diritto d’autore.

Come abbiamo visto brevemente nell’introduzione, il diritto d’autore ‘nasce’ con la creazione dell’opera, e di conseguenza l’articolo 2576 del Codice Civile sostiene che chi ha creato l’opera ne è l’autore e può disporne come meglio crede dal punto di vista economico.

Rimane sempre e solo all’autore invece il diritto morale di essere indicato come autore dell’opera, anche nel caso decidesse di cedere i diritti economici.

Negli anni 2000 si è sentita l’esigenza di tutelare in maniera più intensa il diritto d’autore con la volontà di combattere la contraffazione e la pirateria, anche sul web.

Tale legge ha statuito che la tutela economica di un’opera dura fino al settantesimo anno dopo la morte dell’autore della stessa: dopo tale data, sono gli eredi a beneficiare dei proventi.

La tutela del diritto d’autore digitale nelle opere artistiche  

Uno dei più scottanti temi sul copyright digitale è quello che riguarda la diffusione e distribuzione gratuita della musica via internet, sia in formato mp3 che non. La pirateria musicale è una vera piaga internazionale.

Copyright digitale Tale distribuzione è illegittima se non viene autorizzata dall’autore, o dagli eredi o da chi detiene i diritti economici dell’opera.

Anche le elaborazioni dell’opera originale (per esempio i files MIDI) devono essere autorizzati dall’autore, o da chi detiene i diritti del brano.

Per quanto concerne i testi delle canzoni, non è possibile riprodurli integralmente senza autorizzazione.

Per quanto riguarda i film, anche in questo caso la riproduzione è vietata se non autorizzata. In questo caso particolare, trattandosi di un’opera normalmente prodotta da più persone, essa è tutelata fino al settantesimo anno dalla morte dell’ultimo dei coautori.

Per quanto concerne il copyright digitale delle foto e dei ritratti, se si tratta di fotografie senza carattere artistico, al fotografo spettano i diritti di riproduzione, di spaccio e diffusione, come sancito nella legge 633 del 1941 all’articolo 88.

Teniamo però conto che la stessa legge prevede anche la possibilità di utilizzo della foto se essa contiene il nome di chi ha i diritti di utilizzazione economica, il nome dell’autore dell’opera, l’indicazione dell’anno di produzione.

La protezione dei testi e delle e-mail

Il copyright digitale disciplina anche la protezione di altri mezzi di comunicazione digitali come le e-mail. Trattandosi di una forma di corrispondenza, anche se non si tratta di opere creative esse sono tutelate dalla legge, in particolare dagli articoli 616 e 618 del Codice Penale.

Ogni altra forma di testo (compreso il testo breve) è tutelata dal copyright e quindi non può essere riprodotta o copiata né è possibile usurparne la paternità.

La citazione di un brano o di una frase di un’opera altrui è comunque concessa, anche online, purché abbia scopo di discussione, argomentazione, insegnamento, e si citi autore e fonte (sempre che non si agisca a scopo di lucro).

Infine, anche altre opere d’ingegno, quali sono i programmi informatici, i software e via dicendo sono tutelati dal diritto d’autore.

Il copyright digitale: cosa dice la giurisprudenza 

A proposito del tema della giurisprudenza sul copyright digitale, basti qui citare qualche sentenza interessante a riguardo.

copyrightCome abbiamo detto, è possibile citare un brano o parte dell’opera di un autore, sempre indicando nome e fonte, purché senza scopo di lucro.

La sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sulla causa C-106/15 ha decretato che il collocamento su un sito di un link, che rimanda ad opere protette da copyright e senza autorizzazione dell’autore, posto ai fini di lucro, comporta una violazione del diritto d’autore.

Famoso era stato anche il caso Mediaset-Rojadirecta. In questa sentenza un tribunale civile italiano, di Milano per la precisione, aveva disabilitato l’attività su un sito internet pirata che permetteva la trasmissione di gare di Serie A e Champions League illegalmente.

In particolare, il giudice aveva disposto di inibire l’accesso a tutti gli indirizzi IP collegati al sito.

Questo dimostra che, nel complesso panorama della tutela del diritto d’autore online, la sensibilità dei giudici va sempre più tenendo conto (anche a livello dell’Unione Europea) dei maggiori rischi che corre la proprietà intellettuale su internet e della necessità di contemperare il diritto all’informazione con quello alla paternità dell’opera.

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